| Il territorio
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![]() Paesaggio invernale Arroccato su una delle
numerose propaggini che verso occidente lambiscono la compatta mole del
Tancia, nei monti Sabini, Montasola
domina dall’alto (604 m.) la stretta valle
del torrente l’Aia che si allarga a sud fino a raggiungere
l’ampia pianura del Tevere. Il suo territorio comunale, esteso tra
l’Aia e il crinale del monte Porco, occupa una superficie di 12,64
kmq. Le principali vie di
comunicazione si snodano ai margini dell’area che ingloba il comune di
Montasola e negli ultimi anni l’Amministrazione Comunale si è
attivata per rendere più agevole la viabilità mirabile per esempio Via
Fontevecchia che collega agevolmente Montasola con Rieti Passando per la
Madonna di Cottanello, che allo stato attuale è stata asfaltata. Montasola è un tipico
villaggio di cocuzzolo, nel quale ci si addentra soltanto a piedi, le
vie sono strette, per la maggior parte costruita a gradinata e spesso
sormontate da archi, che servono di sostegno alle abitazioni. La
compattezza delle piante è rilevata in parte anche da notevoli resti di
mura e di torri difensive, oggi in parte ricostruite, che
testimonierebbero un’origine medievale del centro. Nel caso in cui si
eccettuano i centri di Montatola e Forcella, nel territorio comunale
predomina l’insediamento sparso, nel settore che degrada verso l'Aia
prevalgono le case isolate, con magazzini e stalle al piano terreno,
scala esterna e abitazione al primo piano. Nel settore
occidentale, dove predominano le piccole proprietà con un’estensione
di 4,5 ettari, si disimpegna un paesaggio a campi chiusi, vario e
discontinuo, i campi, recintati con siepi sempre verdi e più raramente
con muretti a secco, sono occupati da cereali, pascoli e ulivi, tra i
quali spesso corrono filari di viti, presso le abitazioni compaiono
ortaggi e alberi da frutto tra cui il melo, il fico e il mandorlo, i cui
prodotti sono destinati al consumo familiare, tra i campi si snodano
sentieri a volte infossati, percorribili spesso solo da animali. AD est
di Montatola s’impongono invece il bosco ceduo e la gran proprietà
comunale d’enti religiosi:
e il taglio periodico dei boschi e l’allevamento costituiscono le
uniche forme di sfruttamento del suolo. L’area delle colture
occupa pertanto ora solo poco più di un quarto di tutto il territorio
comunale.
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